Come ottimizzare immagini per la SEO

I contenuti del tuo sito web, anche le immagini, devono essere ottimizzati per gli utenti e per i motori di ricerca. Usa questi suggerimenti per l’ottimizzazione delle immagini per ottenere la massima reperibilità e velocità.

L’ottimizzazione delle immagini in ottica SEO è molto importante per aumentare le possibilità di posizionarsi al top delle pagine dei risultati dei motori di ricerca.

Considera che oggi più del 25% delle ricerche su Google avviene attraverso le immagini!

Sia gli appassionati di SEO che i professionisti sanno che vale la pena di spendere del tempo per l’ottimizzazione delle immagini di un sito web.

Senza un’adeguata ottimizzazione delle immagini stai sprecando una preziosa risorsa SEO.

L’ottimizzazione delle immagini crea molti vantaggi, come una migliore esperienza utente, tempi di caricamento delle pagine più rapidi e opportunità di posizionamento aggiuntive. E sta diventando sempre più importante.

Ma quali sono i fattori più importanti per garantire che le tue immagini siano reperibili e non rallentino il tuo sito?

Ecco alcuni importanti suggerimenti per l’ottimizzazione delle immagini che devi conoscere.

[cmtoc_table_of_contents]

1. Scegliere il formato giusto

Conoscere tutti i vari formati di immagine può sembrare difficile per chi si approccia all’argomento. Tuttavia, prima di poter iniziare ad aggiungere immagini al tuo sito, assicurati di aver scelto il miglior tipo di file.

Sebbene ci siano molti formati di immagine tra cui scegliere, PNG e JPEG sono i più comuni per il web.

  • PNG: produce immagini di qualità migliore, ma produce file di dimensioni maggiori.
  • JPEG: bisogna fare attenzione alla qualità dell’immagine, ma puoi regolarne il livello per trovare un buon equilibrio.

PNG in generale è più adatto per elementi grafici con tinte piatte, mentre JPEG va bene per immagini più grandi e fotografie. Con un po’ di pratica imparerai a conoscere questi due formati e saper scegliere quello giusto.

2. Comprimere le immagini

Non c’è nulla di peggio che attendere il caricamento di una pagina web appesantita da immagini non compresse.

Le immagini costituiscono in media il 20% del peso totale di una pagina web.

Ecco perché consiglio vivamente di comprimere le immagini prima di caricarle sul tuo sito. Puoi farlo in Photoshop o puoi usare uno strumenti online come TinyPNG.

Se usi wordpress, ci sono anche diversi plugin per ridurre la dimensione del file immagine senza perdere qualità. Qualunque sia il plugin che utilizzi, assicurati di trovarne uno che comprima le immagini esternamente sui loro server in modo da ridurre il carico sul tuo sito.

Se non sei sicuro di come le tue immagini influenzino la velocità della tua pagina, ti consiglio di utilizzare lo strumento PageSpeed Insights di Google.

3. Creare immagini uniche

Fai in modo che le tue foto risaltino rispetto alla concorrenza. Se riempi il tuo sito web con immagini stock, sembrerai non originale, come migliaia di altri siti che non si distinguono.

Troppi siti sono pieni delle stesse foto di stock generiche.

Pensa a un sito web di un’azienda che si vanta del servizio clienti. Tutti questi siti utilizzano praticamente la stessa immagine stock di una ragazza sorridente.

foto di stock di ragazza del servizio clienti

Sebbene tu possa avere le tue immagini stock perfettamente ottimizzate, non avranno lo stesso impatto o potenziali vantaggi SEO di un’immagine originale e di alta qualità.

Più immagini originali hai, migliore sarà l’esperienza per l’utente e maggiori saranno le tue probabilità di posizionamento nelle ricerche pertinenti.

4. Attenzione al copyright

Indipendentemente dai file di immagine che scegli di utilizzare, assicurati che non vi siano problemi di copyright.

Se Getty, Shutterstock, DepositFiles o qualsiasi altro fornitore di foto stock possiede un’immagine che utilizzi e non hai una licenza per usarla, rischi una costosa causa legale.

Ai sensi del Digital Millennium Copyright Act (DMCA), potresti ricevere una notifica se hai violato qualsiasi copyright. Se il proprietario di un contenuto vede il suo contenuto sul tuo sito web, può emettere un DMCA Takedown a cui devi conformarti.

Google Immagini ti consente di filtrare i risultati in base a quelli disponibili per il riutilizzo. E se fai una ricerca, troverai tanti siti che offrono immagini libere da copyright.

5. Personalizzare i nomi dei file di immagine

Quando si tratta di SEO, la creazione di nomi di file descrittivi e ricchi di parole chiave è assolutamente cruciale.

I nomi dei file di immagine avvisano Google e altri crawler dei motori di ricerca in merito all’argomento dell’immagine.

In genere, i nomi dei file saranno simili a “IMG_321654” o qualcosa di simile. Non aiuta Google.

Cambia il nome del file da quello predefinito per aiutare i motori di ricerca a capire la tua immagine e migliorare il tuo valore SEO.

Ciò richiede un po ‘di lavoro, a seconda di quanto sia ampia la tua libreria multimediale, ma cambiare il nome dell’immagine predefinito è sempre una buona idea. Prendiamo come esempio un’immagine di biscotti:

Esempi nome file biscotti

Potrei nominarlo semplicemente “biscotti”, ma se vendi biscotti sul tuo sito web, potenzialmente ogni immagine può essere denominata “biscotti-1”, “biscotti-2” e così via.

Meglio rinominare questa immagine in “biscotti-con-gocce-di-cioccolato” per consentire agli utenti e ai motori di ricerca di comprendere al meglio l’immagine.

6. Scrivere Alt Text SEO-friendly

I tag alt sono un’alternativa di testo alle immagini quando un browser non è in grado di visualizzarle correttamente. Simile al titolo, l’attributo alt viene utilizzato per descrivere il contenuto di un file d’immagine.

Quando l’immagine non viene caricata, otterrai una casella dell’immagine con il tag alt presente nell’angolo in alto a sinistra. Assicurati che si adattino all’immagine e la rendano pertinente.

Prestare attenzione agli alt tag è anche vantaggioso per la strategia SEO. Assicurati che tutte le altre aree di ottimizzazione siano a posto, ma se l’immagine non riesce a caricarsi per qualsiasi motivo, gli utenti vedranno quale dovrebbe essere l’immagine.

Inoltre, l’aggiunta di tag alt appropriati alle immagini può aiutare il tuo sito web a ottenere un posizionamento migliore nei motori di ricerca associando parole chiave alle immagini. Anche Google ha rimarcato il valore del testo alternativo nelle immagini.

Fornisce a Google informazioni utili sull’argomento dell’immagine per determinare la migliore immagine da restituire per la query di un utente.

Un testo alternativo descrittivo può avvisare gli utenti esattamente di ciò che c’è nella foto. Riprendendo l’esempio di sopra, supponi di avere una foto di biscotti sul tuo sito web.

Il testo alternativo potrebbe essere:

<img src = "biscotti-1.jpg" alt = "biscotti" />

Tuttavia un testo alternativo migliore sarebbe:

<img src = "biscotti-1.jpg" alt = "biscotti con gocce di cioccolato" />

Valore SEO aggiunto: il testo alternativo può fungere da testo di ancoraggio di un collegamento interno quando l’immagine si collega a un’altra pagina del sito.

7. Rendere le immagini mobile-friendly

La SEO mobile conta molto, può darti un posizionamento migliore e coinvolgere di più gli utenti.

Il problema è: come ottimizzi le tue immagini in ottica mobile-first?

Bisogna avere immagini responsive. Ciò significa che l’immagine si ridimensionerà con le dimensioni del sito, indipendentemente dal fatto che l’utente navighi da desktop o da dispositivi mobili. L’immagine si adatterà alle dimensioni del dispositivo.

L’ottimizzazione delle immagini non è da sottovalutare. Con i progressi nella tecnologia di ricerca vocale, i media assumono un’importanza crescente e l’intero sito trarrà vantaggio dall’adozione dei passaggi precedenti.

Se sai che è il momento di fare qualcosa, ma non hai il tempo o le capacità di farlo personalmente, contattami e definiremo assieme una strategia per migliorare il tuo sito!

Il marketing ai tempi del Coronavirus

Ormai avrai sentito e visto di tutto e di più sul Coronavirus.
La triste realtà è che si sta diffondendo rapidamente e continuerà a farlo ancora per un po’…

Ormai si rilevano oltre 25.000 nuovi casi al giorno e sono rapidamente in aumento.

Nessuno sa davvero quante persone saranno infettate (o moriranno purtroppo), ma ha causato il crollo dei mercati azionari globali, il che significa che come azienda, ne sarai inevitabilmente influenzato.
[cmtoc_table_of_contents]

Le aziende faranno fatica per un po’

Anche se il virus rallenta rapidamente con il calo dei numeri in Cina, le aziende faranno fatica per oltre un anno perché dovranno compensare le loro perdite.

Per esempio, in Cina il virus ha causato un calo delle vendite al dettaglio del 20,5% e il tasso di disoccupazione è salito a 6,2 a febbraio.

Aziende come Apple hanno chiuso i loro store, significa meno entrate e meno profitti. Sicuramente sono in grado di pagare i loro dipendenti durante il loro arresto temporaneo, ma non tutte le aziende hanno il loro conto in banca e la maggior parte non sarà in grado di fare lo stesso.

Per l’industria dei viaggi si prevede che il virus eroderà 820 miliardi di dollari. Virgin Atlantic ha appena chiesto ai dipendenti di usufruire di un congedo non retribuito di 8 settimane.

Anche i porti sono vuoti e le prime ondate di licenziamenti sono già iniziate.

Si stima che in totale il COVID-19 costerà all’economia globale $ 2,7 trilioni, una cifra che francamente si fa fatica anche solo a immaginare.

E non solo si sta perdendo denaro, ma si sta perdendo traffico e conversioni.

Il traffico organico è in calo nella maggior parte dei settori

Dal punto di vista SEO, la scorsa settimana sono stati rilevati enormi cali di traffico organico per la maggior parte dei settori.

Se sei nel settore dei viaggi, hai visto enormi cali di traffico.

Per quanto riguarda l’e-commerce è un mix, a seconda di quello che il sito vende, il traffico va su o giù. Per esempio, chi vende prodotti per bambini come pannolini o salviette, avrà visto un bel picco nel traffico.

Ma chi vende beni di lusso come i televisori a grande schermo, vedrà un calo drastico del traffico.

Anche le conversioni sono diminuite per la maggior parte dei settori

Dal punto di vista del tasso di conversione, si rilevano cali nella maggior parte dei settori.

Per quanto riguarda i siti di notizie, hanno avuto un grande aumento delle conversioni poiché molti chiedono un pagamento per leggere approfondimenti e aggiornamenti.

Attualmente offrono grossi sconti, il che sta contribuendo a contrastare alcune delle loro diminuzioni del traffico. Nel complesso, stanno ancora vedendo un enorme successo di entrate.

Pay-per-click

Non si rilevano grandi cambiamenti nel costo dei click… anche per il settore travel, i costi non sono diminuiti molto.

Per esempio, anche se si rileva un forte calo del numero di persone che cercano voli oppure hotel, non si riscontra un calo del CPC e un forte aumento del costo per acquisizione.

In altre parole, puoi comunque pagare all’incirca lo stesso importo per click, ma il costo per conversione è aumentato per la maggior parte dei settori.

Cosa significa questo in termini di marketing?

Mors tua vita mea

Durante una recessione economica, ad ogni modo, avrai meno concorrenza, il che significa che è più facile e veloce ottenere risultati e, in alcuni casi, sarai in grado di ottenere offerte, come una potenziale riduzione sul pay-per-click.

In altre parole, questa è la tua opportunità per affermarti e guadagnare quote di mercato.

Quindi, quando vedi i tuoi concorrenti chiudere o rallentare, l’obiettivo è non mollare. Potresti non vedere subito un grande ritorno, ma lo vedrai nel lungo termine.

P.S.
#iorestoacasa #restateacasa

Sai che è il momento di fare qualcosa, ma non hai il tempo di farlo personalmente? Contattami e definiremo assieme una strategia per migliorare il tuo sito!

Come creare un piano di social media marketing che produca risultati

Probabilmente, come tanti imprenditori, stai attualmente utilizzando i social media senza avere un piano di gestione.

Sicuramente non sei il solo: la maggior parte delle persone lo sta facendo da anni quando si tratta di utilizzare i social media per le imprese.

Ma improvvisare non è mai stata una buona strategia. Semplicemente non è realistico aspettarsi che la pubblicazione casuale sui social media produrrà risultati, tanto meno i risultati desiderati.

Avere un piano di gestione dei social media definito ti permetterà di:

  • Essere più efficiente con il tuo tempo e i tuoi investimenti;
  • Generare risultati significativamente migliori (più traffico, lead e vendite);
  • Essere in grado di misurare e quantificare tali risultati, aiutandoti a migliorare ulteriormente i tuoi investimenti in marketing.

Ma ovviamente, se hai una piccola impresa, le tue risorse – sia il tempo che i soldi – sono limitate. Ciò significa anche che non vuoi una strategia complicata che richieda un’eternità per essere capita e applicata.

La cosa grandiosa è che probabilmente non è necessario: sebbene tu debba avere un piano per massimizzare l’efficienza dei tuoi sforzi sui social media, non deve essere eccessivamente articolato.

In effetti, più il piano è semplice e conciso, meglio è.

Per creare un piano di social media efficace, è necessario rispondere alle seguenti domande:

  1. Quali obiettivi aziendali speri di raggiungere utilizzando i social media?
  2. Chi sono i tuoi clienti ideali e quali piattaforme social usano?
  3. Quali metriche utilizzerai per misurare i tuoi successi?
  4. Stai creando contenuti, curando contenuti o entrambi?
  5. Quanto tempo puoi dedicare alle tue attività sociali ogni giorno / settimana?
  6. Quali attività sui social media ti daranno risultati più rapidamente?

Formulando un piano semplice, che affronti ciascuno di questi punti, sarai sulla buona strada per costruire una community sui social media che favorirà il tuo successo e ti aiuterà a raggiungere i tuoi obiettivi.

Se sai che è il momento di fare qualcosa, ma non hai tempo o voglia di continuare la lettura, contattami e definiremo assieme un piano per gestire i tuoi social media.

Ecco una suddivisione più approfondita di ciascuno di questi punti e come potrebbero apparire come parte di un semplice piano di gestione dei social media.

1. Come userai i social media per raggiungere i tuoi obiettivi?

Prima di iniziare a sviluppare un piano di gestione dei social media, devi sapere cosa alla fine vuoi realizzare con i social media.

I social media non sono diversi da qualsiasi altro strumento commerciale o di marketing. Prima di acquisire e iniziare a utilizzare qualsiasi strumento per il tuo business, devi prima essere chiaro su cosa vuoi ottenere con esso.

Inizia determinando quali sono i tuoi obiettivi aziendali generali.

Se hai un business plan, valuta i tuoi obiettivi, determinando quali il social media marketing può aiutarti a raggiungere.

Se non disponi di un business plan, pensa a quali obiettivi vorresti raggiungere per la tua attività. Gli obiettivi che i social media possono aiutarti a raggiungere includono:

  • Aumentare la brand awareness;
  • Stabilire la tua autorevolezza su argomenti relativi alla tua attività;
  • Costruire una community;
  • Attrarre più contatti e potenziali clienti;
  • Costruire relazioni con nuovi clienti;
  • Mantenere e migliorare le relazioni con i clienti acquisiti;
  • Migliorare il servizio clienti;
  • Aumentare le entrate.

Se sei appena agli inizi, scegli tre obiettivi con cui cominciare. Inoltre, tieni presente che se non disponi al momento di una grande presenza sui social media, potresti voler iniziare con i primi tre punti sopra elencati in modo che le persone inizino a conoscerti, apprezzarti e fidarsi di te.

2. Chi sono i tuoi clienti ideali e dove puoi trovarli?

La seconda parte del piano dovrebbe concentrarsi sulla comprensione di chi siano i tuoi clienti ideali.

Per cominciare, poniti le seguenti domande:

  • Chi è il tuo cliente ideale in particolare?
  • Quali titoli o posizioni detengono?
  • Qual è il linguaggio della loro attività o organizzazione?
  • Quali tipi di problemi / sfide affrontano?

Dopo aver identificato quali obiettivi desideri raggiungere con i social media e quali sono i tuoi clienti ideali, devi esaminare ciascuna delle piattaforme di social media disponibili per determinare quanto segue:

  • Quali piattaforme utilizzano i tuoi clienti ideali?
  • Quali obiettivi aziendali possono essere raggiunti da ciascuna piattaforma?
  • Quali piattaforme di social media raggiungeranno meglio i tuoi clienti ideali?

Se una piattaforma non viene utilizzata dai tuoi clienti ideali e non ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi aziendali, non dovresti investire tempo, fatica o denaro in essa.

Per esempio, se sei un business coach ad alte prestazioni che si concentra su dirigenti e dirigenti aziendali, passare ore su Facebook potrebbe essere una completa perdita di tempo ed energie; LinkedIn, d’altra parte, potrebbe essere un posto fantastico per individuare e costruire relazioni con manager e dirigenti d’azienda.

3. Come stai misurando il successo sui social media?

Dopo aver determinato quali piattaforme di social media sono le migliori per raggiungere e costruire relazioni con i tuoi clienti ideali, devi quindi elencare gli obiettivi che desideri raggiungere per ciascuna piattaforma.

Ad esempio, su LinkedIn, potresti voler:

  • Genera tre nuovi lead al mese;
  • Costruire la tua autorevolezza su di un argomento.

Dopo aver determinato i tuoi obiettivi specifici per ciascuna piattaforma, devi anche definire come misurare i risultati per ciascuna piattaforma.

Se, per esempio, il tuo obiettivo è generare tre nuovi lead al mese su LinkedIn, devi semplicemente tenere traccia del numero di nuovi lead che ricevi ogni mese.

Un obiettivo con una metrica meno ovvia, tuttavia, richiede un po’ più di lavoro. Per esempio, se stai mirando a rafforzare la tua autorevolezza su LinkedIn, potresti esaminare metriche quali il numero di like, condivisioni e commenti che stanno ricevendo i tuoi contenuti e il numero di nuove richieste di connessione che ricevi dopo la pubblicazione di uno specifico contenuto.

Ecco alcuni esempi dei diversi tipi di metriche social relative alle vendite che è possibile monitorare:

  • Numero di lead generati dalle attività sui social media;
  • Numero di appuntamenti prenotati;
  • Entrate generate dalle attività sui social media.

Le metriche di branding, che non sono incentrate sulle entrate, ma forniscono approfondimenti sul tuo successo con obiettivi non correlati alle entrate, includono:

  • Numero di visualizzazioni per post o contenuti condivisi;
  • Coinvolgimento con contenuti condivisi (like, commenti, condivisioni, ecc.);
  • Visite al tuo sito web provenienti dai social media;
  • Follower o dimensione della rete (connessioni, follower, like della pagina).

4. Cosa condividi sulle tue piattaforme social?

Se usi i social media per affari, devi sfruttare il content marketing, sia che tu stia condividendo i contenuti che hai creato, i contenuti che hai curato (trovato) o un mix di entrambi.

Se hai appena iniziato o incerto sulla creazione dei tuoi contenuti, la content curation è la strada da percorrere.

La condivisione dei contenuti di altri può aiutarti a:

  • Costruire credibilità e fiducia;
  • Posizionati come un’autorità nel tuo campo;
  • Essere presente nella mente del tuo network;
  • Costruire e far crescere il tuo flusso di vendita.

Ma ci sono modi giusti e sbagliati per curare i contenuti degli altri. Tieni a mente queste best practice per la content curation nel tuo processo:

  • Aggiungi una prospettiva personale: non condividere i contenuti esistenti così come sono, aggiungi il tuo punto di vista;
  • Interagisci con il tuo pubblico: fai domande, rispondi ai commenti e interagisci con coloro che interagiscono con te;
  • Applica sempre una CTA (invito all’azione): condividere contenuti curati senza un invito all’azione è un’occasione persa per indurre il pubblico a compiere un’azione specifica. La tua CTA potrebbe essere semplice come chiedere ai tuoi lettori di commentare, condividere o apprezzare un post.

5. Quanto tempo hai a disposizione per le attività sui social media ogni settimana?

Ogni azienda è diversa, non esiste un approccio unico per quanto riguarda la frequenza con cui dovresti pubblicare post su ciascun canale social o quanto tempo, in generale, dovresti dedicare alle tue attività sui social media.

Ciò che è importante è che qualunque sia la frequenza o la quantità di tempo che scegli di dedicare al tuo piano per i social media, devi farlo in modo coerente. La coerenza produce risultati. Inoltre, tieni presente che quanto più aggressivi sono i tuoi obiettivi di vendita, tanto più tempo dovrai investire in marketing per produrre i risultati che desideri.

È anche molto importante ricordare che, indipendentemente da quanto tempo investi quotidianamente o settimanalmente, ci vuole tempo per costruire la tua community social e vedere i risultati dei tuoi sforzi.

Costruire relazioni online non è diverso dal costruire relazioni offline – ci vuole tempo, impegno e perseveranza.

Risparmia tempo programmando i post

Puoi pianificare i tuoi post sulla maggior parte delle piattaforme social e pianificare tutti i tuoi post una volta alla settimana è un ottimo modo per risparmiare tempo ed essere efficienti.

Ciò ti fornirà tempo extra per concentrarti su ciò che conta: l’engagement.

6. Da dove dovresti iniziare?

Una volta creato un documento che delinea la tua strategia di gestione dei social media, scegli un obiettivo su cui iniziare a lavorare per primo.

Questo dovrebbe essere uno dei tuoi obiettivi più semplici, qualcosa con cui puoi vedere risultati relativamente rapidi.

Questo è importante, poiché ottenere rapidamente delle vittorie iniziali può aiutarti a creare slancio e perseveranza, al fine di avere successo con gli altri tuoi obiettivi.

Non induguare sulla creazione e l’implementazione del tuo piano di gestione dei social media

L’acquirente di oggi è collegato digitalmente e si aspetta che le attività con cui ha rapporti commerciali siano presenti online.

Se vuoi prosperare in questo panorama, devi avere una presenza sociale sulle piattaforme utilizzate dai tuoi clienti ideali. Avere in atto un piano di gestione dei social media, anche semplice, ti aiuterà a massimizzare i risultati con i social media, riducendo al minimo il tempo e le risorse necessarie per realizzarli.

Se grazie a questa lettura hai capito che è il momento di fare qualcosa, contattami per definire assieme un piano per gestire i tuoi social media.

Come aumentare la visibilità del tuo sito web

La maggior parte degli acquisti inizia con una ricerca.

I clienti si rivolgono prima a Google o Bing per trovare quello che stanno cercando, il che significa che se vuoi essere trovato, una forte presenza nei motori di ricerca è d’obbligo. In effetti, più dell’80% delle persone esegue una ricerca prima di effettuare un acquisto.

Ma per arrivare in alto nei risultati del motore di ricerca di Google, devi prima rendere il tuo sito web e i tuoi contenuti fruibili sia per Google che per i clienti.

Segui i passaggi seguenti per assicurarti che la tua SEO sia adeguata per aumentare la visibilità del tuo sito web, aumentare il traffico del tuo sito e, in definitiva, le tue vendite.

[cmtoc_table_of_contents]

Trova parole chiave pertinenti su cui concentrarti

Il primo passo per l’ottimizzazione è capire per quali parole chiave desideri posizionarti. Per aiutarti a trovare le parole chiave, sono disponibili numerosi strumenti online. Se hai un account con Google AdWords, anche il loro Strumento di pianificazione delle parole chiave è un’ottima opzione. Ognuno di questi strumenti ti consente di trovare query di ricerca popolari ed esportare le parole chiave che ti piacciono.

Suggerimento: quando conduci la ricerca di parole chiave, prova a cercare parole chiave come farebbero i tuoi clienti.

Ottimizza il tuo sito Web

Una volta che hai un elenco di parole chiave, il passo successivo è inserirle nel tuo sito web. Cerca di essere strategico. Assicurati che le parole chiave siano incluse nei seguenti elementi del tuo sito Web:

  • Title tag: mantieniti sotto i 50-60 caratteri e utilizza le parole chiave all’inizio. I tag del titolo dovrebbero essere interessanti per il tuo pubblico e includere il nome del tuo brand verso la fine.
  • Meta description – qui il limite è di 160 caratteri, assicurati che forniscano una descrizione accurata della pagina, includano le parole chiave target e siano abbastanza intriganti da invogliare gli utenti a cliccare.
  • H1 – questa è l’intestazione di una pagina. Dovrebbe essere limitata a circa 20-30 caratteri e descrivere l’argomento della pagina. Sarà spesso simile al tag del titolo e probabilmente sarà il titolo di un articolo, il che significa che dovrebbe distinguersi e includere la parola chiave. Usa un solo tag H1 per pagina.
  • H2: sono i sottotitoli che possono essere utilizzati per suddividere il contenuto in una pagina. Non includere la parola chiave target in ognuna di esse, ma prova a usarla una o due volte.

Suggerimento: prova a ottimizzare la tua home page per 2-3 parole chiave generiche e utilizza le sottopagine per definire termini più specifici relativi al servizio. Inoltre, non dimenticare di assicurarti che il tuo sito sia ottimizzato per l’uso su dispositivi mobili. Più della metà di tutte le ricerche vengono eseguite su dispositivi mobili!

Assicurati che i tuoi contenuti siano originali e coinvolgenti

Dopo aver ottimizzato il tuo sito web, è importante concentrarsi sui tuoi contenuti. La qualità dei contenuti è ampiamente considerata come uno dei segnali SEO più importanti in termini di reputazione del tuo sito web. Pubblicando foto di qualità, articoli coinvolgenti e risorse utili, i tuoi clienti vorranno collegarsi al tuo sito web. La freschezza dei contenuti è anche un importante fattore di classificazione, quindi ricorda di pubblicare nuovi contenuti ogni tanto.

Quando inizi a scrivere, tieni presente che il contenuto deve essere formattato in modo da coinvolgere i lettori. Usa brevi blocchi di contenuto per renderlo facilmente scansionabile e usa una combinazione di paragrafi ed elenchi puntati. Ricorda di includere anche collegamenti ove possibile, sia ad altre pagine del tuo sito sia ad altri siti pertinenti.

Suggerimento: se stai cercando idee per articoli, fai riferimento agli strumenti di ricerca per parole chiave per vedere cosa cercano i tuoi clienti. Oppure dai un’occhiata ai profili dei social media del tuo concorrente per vedere quali argomenti sono più popolari con un pubblico simile.

Ottimizza i tuoi profili aziendali

Sebbene il tuo sito sia una risorsa importante, è fondamentale garantire che le informazioni e i contenuti della tua attività siano accurati e ben rappresentati anche su altri siti. Assicurati che la tua scheda di Google My Business sia rivendicata e contenga informazioni accurate. Lo stesso vale per le directory locali.

Durante la compilazione dei profili, ricorda di inserire quante più informazioni possibili. Più dettagli fornisci, più facile sarà per i clienti trovarti. Oltre all’indirizzo e alle informazioni di contatto, prova ad aggiungere una categoria pertinente al tuo profilo Google My Business, menziona tutte le aree in cui la tua attività è specializzata o scegli una foto del profilo di alta qualità da utilizzare nelle tue schede.

Suggerimento: se ti chiamano “da parte di Google” chiedendoti soldi per inserirti nella prima pagina dei risultati, non fidarti…

Fai crescere le tue community social

Oltre al tuo sito e ai tuoi profili online, anche i social media sono una parte importante della tua presenza online. Essere attivi sui social media può aiutare a far crescere il tuo pubblico online e, soprattutto, generare più contatti. Ma può anche aiutare la tua SEO. Alcuni studi hanno dimostrato che il social link non arreca molti benefici alla SEO. Ma segnali correlati – come recensioni di attività commerciali e back-link dai blogger al tuo sito – possono fare una grande differenza. La pubblicazione regolare sui social network può anche aiutarti a vedere quali contenuti sono meglio recepiti dai tuoi clienti, dandoti idee su quali altri argomenti sarebbe utile scrivere. Più è grande il tuo pubblico, più mi piace, recensioni e link ricevi.

Suggerimento: assicurati di fornire informazioni sulla tua attività su Facebook, Twitter, Instagram e altri siti su cui appari.

Se non hai le competenze , o semplicemente non hai tempo per dedicarti a queste attività, potrei farlo io per te, non esitare a contattarmi per richiedere una consulenza!

5 consigli SEO fondamentali

Impostare una buona strategia editoriale focalizzata sulla SEO può dare risultati davvero efficaci nel medio e lungo termine. Seguendo questi cinque consigli su come ottimizzare la tua strategia avrai la possibilità di stabilire nuovi record di traffico mensile.

[cmtoc_table_of_contents]

1. Ottimizzare i contenuti per le persone prima dei motori di ricerca

Sebbene sia un algoritmo a imporre l’ordine delle pagine dei risultati dei motori di ricerca di Google, devi ricordare che l’algoritmo di Google è progettato per premiare i web publisher che realizzano i migliori contenuti su Internet, non quelli che sono i migliori a ingannare l’algoritmo.

Infatti, parte dell’algoritmo di ricerca di Google classifica i tuoi contenuti in base a metriche di coinvolgimento, come traffico totale, traffico organico, traffico diretto attraverso Chrome, tempo sul sito, frequenza di rimbalzo, SERP CTR, citazioni su siti autorevoli e visite di ritorno.

Quindi, per aumentare l’engagement del tuo sito web e, a sua volta, la tua domain authority, c’è davvero un solo modo per farlo: devi attrarre e coinvolgere un pubblico fedele creando contenuti di alta qualità. Solo allora dovresti iniziare a ottimizzarlo per i motori di ricerca.

Il primo passo da compiere di solito quando ottimizziamo i nostri contenuti per gli utenti è capire l’intento dietro una parola chiave che vogliamo targettizzare. Per fare ciò, analizziamo la pagina dei risultati del motore di ricerca della parola chiave e determiniamo i problemi che gli utenti stanno cercando di risolvere durante la ricerca di questa query.

Successivamente, scopriamo come risolvere efficacemente questi problemi estraendo informazioni da fonti attendibili, esaminando la nostra ricerca e la nostra esperienza in merito alla risoluzione di problemi simili e i passi compiuti per risolverli.

Il passaggio finale e più importante del nostro processo di creazione di contenuti sta nel generare contenuti più interessanti possibili. Per fare ciò, raccontiamo storie e immedesimiamoci nei problemi del nostro pubblico, scriviamo testi chiari, concisi e convincenti, evidenziamo risultati interessanti, dati e citazioni nel corpo del testo e includiamo immagini e video per fornire una varietà di stimoli. Alla fine di ogni post, manteniamo il ritmo e ricordiamo al nostro pubblico i pensieri e le emozioni che hanno appena vissuto, il che lascia loro desiderosi di più contenuti.

2. Sfruttare il modello a Topic Clusters

Una strategia SEO incentrata su argomenti anziché parole chiave

Poiché le persone fanno affidamento su Google per avere risposte precise e pertinenti per la maggior parte delle loro domande, oggi Google deve comprendere l’intento e il contesto dietro ogni singola ricerca. Per fare ciò, Google si è evoluto per riconoscere le connessioni tra le query degli utenti, consultare le query simili che gli utenti hanno cercato in passato e creare il contenuto che fornisca la migliore risposta. Di conseguenza Google favorirà i contenuti che ritiene più autorevoli sull’argomento.

Per aiutare Google a riconoscere i nostri contenuti come un’autorità attendibile nel nostro settore possiamo adottare una struttura a Topic Clusters: creando un topic principale che fornisca una panoramica di alto livello su di un argomento e collegamenti ipertestuali a pagine di cluster che approfondiscono gli argomenti secondari dell’argomento, potremmo segnalare a Google che la nostra pagina del topic è un’autorità sull’argomento.

Il collegamento ipertestuale di tutte le pagine del cluster alla pagina del topic diffonde la domain authority attraverso il cluster, quindi le nostre pagine del cluster ottengono una spinta organica se la pagina del topic si posiziona più in alto e le pagine del cluster possono persino spingere la pagina del topic più in alto se iniziano a posizionarsi per la parola chiave specifica che hanno come target.

Un altro vantaggio del modello a Topic Clusters è la pulizia dell’infrastruttura del nostro sito e una migliore esperienza utente per i visitatori del sito.

Non solo sarà più facile per Google indicizzare il nostro sito, identificare relazioni semantiche tra i nostri post e aumentare la nostra visibilità nel motore di ricerca, sarà anche più facile per gli utenti trovare gli argomenti di contenuto che stanno cercando, trovare contenuti correlati, e dedicare più tempo a leggere i nostri post.

3. Sviluppare una strategia di link building

Guadagnare link in entrata di alta qualità da siti Web e pagine con punteggi di autorità elevati è fondamentale per potenziare l’autorità del dominio.

Un modo efficace per guadagnare backlink di qualità è applicare il metodo skyscraper: una strategia SEO in cui trovi contenuti che si posizionano bene per le parole chiave per le quali desideri essere indicizzato e quindi creare contenuti migliori rispetto ai post di alto livello. Poi puoi aspettare che questi contenuti vengano linkati, ma una strategia migliore potrebbe essere utilizzare strumenti SEO per trovare tutti i siti che sono collegati ai contenuti della concorrenza e chiedere ai siti più rilevanti di sostituire il link del tuo concorrente con un link al tuo contenuto migliorato.

4. Implementare una strategia di ottimizzazione storica

Sviluppare una strategia dedicata all’aggiornamento e alla ripubblicazione di contenuti storici.

Rinnovando contenuti storici con nuove informazioni e con una ottimizzazione SEO e quindi ripubblicandoli in modo efficace come nuovi post del blog, possiamo sfruttare il valore organico esistente accumulato tramite backlinks ed engagement e raddoppiare o addirittura triplicare il traffico. Questo processo ci aiuta anche a ottimizzare il nostro blog in termini di efficienza, diminuendo la quantità di nuovi contenuti che dobbiamo creare mentre accrescerà traffico organico e conversioni.

L’ottimizzazione storica non è per tutti, però. È una strategia adatta a un blog che genera una quantità significativa di traffico organico, ha una considerevole quantità di lettori del blog e follower di social media che possono fornire un’impennata di traffico, condivisioni e backlinks avendo un corposo archivio di vecchi post che vale la pena rinfrescare e ripubblicare.

Tuttavia, se hai tutte e tre queste cose, ti consigliamo vivamente di implementare una strategia di ottimizzazione storica.

5. Comprimere le immagini

Quando pensi all’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca, la compressione delle dimensioni dei file di immagini non sembra debba essere una priorità assoluta. Tuttavia la dimensione dei file delle tue immagini influisce direttamente sulla velocità di caricamento della pagina del tuo sito web, che è uno dei fattori di ranking più importanti per Google.

Più grande è la dimensione del file di un’immagine, più tempo impiega il browser per caricare quell’immagine, il che aumenta il tempo di caricamento del tuo sito web nel suo complesso. E più è lungo il tempo di caricamento del tuo sito web, più è probabile che Google ti penalizzi.

La compressione unisce pixel colorati in modo simile per ridurre la risoluzione dell’immagine e, a sua volta, le dimensioni del file. Ma dal momento che l’occhio umano è più sensibile ai dettagli chiari e scuri rispetto ai dettagli del colore, non siamo in grado di rilevare le differenze di colore tra un’immagine non compressa e compressa, quindi la qualità percepita rimane la stessa.

Per ridurre il più possibile le dimensioni dei file di immagini, aumentare la velocità della pagina del tuo sito web ed evitare il rischio di penalizzazioni da Google, tra i tanti strumenti a disposizione, ti segnalo questi due rapidi tool utilizzabili direttamente on-line: Squoosh per comprimere singole immagini e TinyPNG per comprimere immagini in batch.

In conclusione

Queste cinque tattiche al momento possono essere davvero efficaci, ma come dico sempre, il web è in continua evoluzione e magari fra un anno potrebbero essere già obsolete, sta a te rimanere al passo, ma se hai bisogno di un supporto, non esitare a contattarmi e valuteremo assieme le tue specifiche esigenze:

Cos’è il content marketing?

La produzione di contenuti utili dovrebbe essere il cuore delle tue strategie di (web) marketing

I consumatori sono ormai più consapevoli verso le tradizionali strategie di marketing. Oggi con la TV on-demand possono saltare le fastidiose pubblicità televisive, siamo tutti avvezzi a scandire le pagine di giornali e riviste ignorando quasi inconsciamente le inserzioni e il navigatore medio si è evoluto ormai ed evita accuratamente banner e pulsanti (che per lui sono irrilevanti)…

I marketer più smaliziati hanno capito ormai che il marketing tradizionale è sempre meno efficace e che c’è un a via migliore: il content marketing!

[cmtoc_table_of_contents]

Ma cos’è esattamente il content marketing?

Il content marketing è una strategia di marketing che si basa sulla produzione e distribuzione costante di contenuti utili e interessanti per attirare un dato target. Il focus non è la vendita in sè, ma la comunicazione e l’acquisizione di clienti.

In sostanza, il content marketing è l’arte di comunicare con i tuoi clienti e con i tuoi potenziali clienti senza vendere direttamente. È in opposizione a quanto definito come “interruption marketing” (si usa a volte il termine outbound marketing). Invece di spingerre i tuo prodotti o servizi, si danno informazioni che rendano i tuoi acquirenti più consapevoli, più informati.
L’essenza di una strategia di content marketing risiede nella convinzione che se noi, come azienda, forniamo in maniera continuata contenuti utili e interessanti ai nostri utenti, loro alla fine ci ripagheranno diventando clienti fedeli.

Ed è vero! Il content marketing è sfruttato da alcune delle più grandi aziende mondiali così come da una pletora di piccole imprese e di professionisti di tutto il mondo. Perché? Perché funziona!

Il content marketing è il presente del marketing

Facciamo un passo indietro e rileggiamo la definizione di content marketing, ma ora omettiamo le parole “utili e interessanti”.  Questa è la differenza tra il content marketing e l’altra spazzatura pseudo-informativa che ricevi dalle aziende che cercano di venderti la loro roba…

Riceviamo informazioni (spesso non richieste) quotidianamente e spesso sono inutili e di nessuno interesse per noi (sì, è spam!). Questo è ciò che rende il content marketing oltremodo intrigante in un panorama odierno di migliaia di messaggi per persona al giorno. Un buon content marketing ferma l’utente, che legge, pensa, agisce, differentemente…

Come amo sottolineare di solito con i miei clienti o i miei allievi, il content marketing non è solo il futuro, ma è il presente.

Il marketing è impossibile senza buoni contenuti

Indipendentemente dalle tattiche utilizzate, la produzione di contenuti di qualità dovrebbe essere parte integrante della strategia di marketing:

  •  Social media marketing: una strategia di content marketing viene prima della tua strategia sui social media.
  • SEO:  i motori di ricerca premiano le aziende che pubblicano contenuti utili e di qualità.
  • PR: strategie di PR di successo affrontano questioni che gli utenti hanno a cuore, non i loro affari. 
  • PPC: perché una campagna di pay per click sia efficace ha bisogno del supporto di buoni contenuti.
  • Inbound Marketing: i contenuti sono la chiave per il traffico in entrata e la generazione di lead.

Secondo un’indagine americana l’80% dei decision maker aziendali preferiscono ricevere informazioni da una serie di articoli piuttosto che da un annuncio pubblicitario. Il 70% asserisce che il content marketing li fa sentire più vicini all’azienda promotrice, mentre il 60% dichiara che i contenuti aziendali li aiutano a scegliere meglio i prodotti.

Richiedi info sul content marketing

Richiedi subito un preventivo gratuito per la realizzazione dei contenuti del tuo sito web.

Info content marketing

Come trovare le parole chiave da usare sul sito

Mentre assistiamo a continui cambiamenti degli algoritmi di Google, uno dei pochi punti fermi su cui poter sempre contare per una efficace strategia di web marketing è l’ottimizzazione delle parole chiave.

Andrò a illustrare un semplice processo per aiutarti nella costruzione di un elenco di parole chiave per il posizionamento nei motori di ricerca.

[cmtoc_table_of_contents]

1. Compila una lista di argomenti importanti per la tua attività.

Per dare il via al processo pensa agli argomenti per cui vuoi indicizzare la tua pagina come se fossero dei contenitori generici. Questi argomenti si tradurranno in una lista di 5/10 temi che tu reputi siano importanti per la tua attività.
Questi contenitori ti saranno utili più avanti nel processo per definire specifiche parole chiave.

Per esempio, nel caso di un attività come quella di asturi.it, questi contenitori generici potrebbero essere “realizzazione siti”, “blog”, “email marketing”, “SEO”, “social media”.

2. Riempi questi contenitori di argomenti con parole chiave.

Ora che hai dei contenitori di argomenti su cui focalizzarti, è il momento di mettere a fuoco alcune parole chiave per riempirli. Più che parole chiave saranno frasi chiave che tu reputi importanti per il posizionamento nelle SERP (Search Engine Result Pages), le pagine dei risultati dei motori di ricerca, perché supponi che il tuo target possa effettuare ricerche con quelle chiavi.

Continuando con l’esempio autoreferenziale, per il contenitore “SEO”, le frasi chiave potrebbero essere:

  • Ottimizzazione per i motori di ricerca
  • Come ottimizzare per i motori di ricerca?
  • Cosa è la SEO?
  • Ottimizzazione sito web

E così via… L’idea in questa fase non è di avere l’elenco definitivo delle parole chiave, ma fare mente locale su quelle frasi che potrebbero interessare i nostri potenziali clienti su quel determinato argomento. Affineremo la lista più avanti.

Non resta altro da fare che ripetere questo step per ogni contenitore che abbiamo definito al punto precedente. In caso di difficoltà fai riferimento ala tua esperienza diretta con il target o a quella del tuo front office per desumere termini e richieste ricorrenti da parte dei clienti.

3. Assicurati la presenza di un mix di short-tail e long-tail keywords per ogni argomento.

In breve, letteralmente short and long-tail stanno per coda breve e coda lunga: le short-tail keywords sono frasi brevi, di due, massimo tre parole; le long-tail keywords sono frasi più lunghe che contengono tre o più parole chiave.

L’importanza di avere un mix bilanciato delle due tipologie di chiavi si esplica nell’avere un bilanciamento  tra obiettivi a lungo termine e obiettivi a breve termine. Le short-tail keywords sono quasi sempre più competitive di quelle long-tail, per cui sarà più arduo avere un buon posizionamento per queste.

Per esempio, quale di queste chiavi pensi sia più facile posizionare?

  1. Come trovare le parole chiave da usare sul sito
  2. Parole chiave

Se la tua risposta è la numero uno ci hai azzeccato… e considera anche che il traffico che deriva dalla numero uno sarà decisamente quello più appetibile!

Perché?

Semplice, perché qualcuno che cerca qualcosa di così specifico è sicuramente un utente più qualificato per i tuoi prodotti o i tuoi servizi di qualcuno che cerca qualcosa di veramente generico.

Dunque controlla i tuoi elenchi di parole chiave per assicurarti di avere un buon mix di parole chiave a coda breve e lunga per avere dei buoni risultati sia a breve che a lungo termine.

3.1 Trova termini di ricerca correlati.

Se ti stai arrovellando per pensare a più parole chiave che gli utenti potrebbero utilizzare su uno specifico argomento, ecco un semplice suggerimento: vai su Google e dai uno sguardo alle ricerche correlate che compaiono a fondo pagina quando si fa una ricerca. Noterai dei suggerimenti per ricerche correlate alla chiave originale. Queste keywords possono fornirti delle idee per altre long-tail keywords che potresti prendere in considerazione.

ricerche-correlate-google

Un piccolo bonus: vai nei tuoi termini correlati e vedi i loro termini correlati 😉

4.  Guarda come la concorrenza si posiziona per queste keyword.

Solo perché la tua concorrenza sta facendo qualcosa non è detto che anche tu debba. Lo stesso vale per le keyword. Solo perché una chiave è importante per la tua concorrenza non necessariamente lo sarà per te. Comunque analizzare e capire perché la tua concorrenza usa certe keyword è importante per migliorare ulteriormente la tua lista.

Se un tuo competitor si posiziona per certe chiavi che sono anche sulla tua lista, vale la pena di lavorare a migliorare il tuo posizionamento per quelle chiavi. Ad ogni modo non ignorare quelle chiavi che la concorrenza sembri trascurare. Potrebbe essere una importante occasione per garantirti una fetta di mercato su termini importanti.

Comprendere il giusto equilibrio tra termini più competitivi e termini un po’ più alla tua portata ti aiuterà a mantenere quel giusto equilibrio a cui facevamo riferimento prima parlando di short e long-tail. Tieni presente che l’obiettivo deve essere sia a breve termine che a lungo termine per queste chiavi piùc ompetitive.

5. Usa gli strumenti di Google per affinare il tuo elenco.

Ora che hai il giusto mix di keywords è il momento di snellire la lista con dati più qualitativi. Ci sono diversi strumenti a disposizione per fare ciò. Personalmente preferisco  usare lo “Strumento di pianificazione delle parole chiave” di Google, che per brevità chiamerò “Keyword Planner” (devi avere un account AdWords, ma tranquillo, non dovrai creare una campagna), assieme a Google Trends.

Nel Keyword Planner potrai avere una indicazione sul volume di ricerca mensile per la chiave inserita e per le chiavi suggerite con una stima della concorrenza.

keyword-planner-idee

Utilizza il Keyword Planner per contrassegnare i termini che hanno un volume di ricerca troppo basso (o troppo alto) e non ti aiutano a mantenere il giusto equilibrio di cui sopra. Ma prima di eliminarli definitivamente dalla lista, controllane storia e proiezioni su Google Trends.  Alcuni termini a basso volume potrebbero rivelarsi vincenti sul lungo termine.

google-trends

Congratulazioni! Ora hai una lista di keyword che ti aiuterà a mettere a fuoco una strategia vincente per la tua attività e ottenere benefici a breve e lungo termine.

Assicurati di rivedere le tue liste periodicamente, trimestralmente direi, ma dipende dal tipo di attività ovviamente, al fine di mantenere e accrescere il posizionamento ottenuto.

8 buoni motivi per non acquistare liste di email

Prendo spunto dalla richiesta di un amico riguardo a cosa ne pensassi riguardo l’acquisto di un database di email per fare il punto su questa pratica che, sebbene diffusa, rivela una certa miopia da parte di chi se ne serve.

L’acquisto di un elenco di contatti email potrà sembrare una soluzione rapida e indolore per acquisire nuovi contatti e spargere il tuo verbo…

In realtà questa pratica potrebbe determinare la fine della tua credibilità. E sebbene sia reperibile in queste liste qualche contatto utilizzabile, si potrebbe incappare in problemi a a breve e lungo termine con l’acquisto di liste di email.

Detto ciò, si spera che quanto segue  possa ispirarti in futuro, allorché vorrai acquistare una lista di indirizzi email, e indirizzarti sul modo migliore (e più sicuro) per aumentare i tuoi contatti (e le tue vendite).

[cmtoc_table_of_contents]

 1. I destinatari di quella lista non vogliono sapere nulla di voi.

Cosa c’è di peggio di una telefonata a freddo dall’operatore di turno che interrompe la tua giornata (o peggio, il tuo pranzo o la tua cena…)? Tre parole “email non richiesta” (leggi spam!). Far partire centinaia, o migliaia, di email verso persone che non hanno scelto se riceverle o meno può avere un effetto negativo sul tuo brand e, ancora peggio, farti finire in una black list.
La maggior parte dei contatti email acquistati probabilmente non hanno idea di chi tu sia, di cosa si occupi la tua azienda, o di come hai avuto le loro informazioni. Converrai che non è proprio il modo migliore per fare una buona prima impressione…

Chi ti fornisce l’elenco di email ti rassicurerà sul fatto che quei contatti hanno scelto di ricevere informazioni, ma forse non è proprio vero al 100%… magari hanno scelto di ricevere email promozionali in maniera inconsapevole, magari credendo di accettare i termini di chissà quale servizio. Gran parte delle email saranno state raccolte con un crawler automatico, una sorta di motore di ricerca che raccoglie indirizzi email da migliaia di pagine web… Losco, non trovi…?

Avviare un rapporto d’affari inviando spam a qualcuno è senza dubbio un’ardua impresa… per non dire inutile…

2. I dati dell’elenco di email non sono così precisi come il fornitore dice.

I fornitori di questi elenchi di email promettono informazioni affidabili e un alto tasso di accuratezza dei recapiti. Purtroppo questo si verifica raramente. La realtà è che queste liste sono piene zeppe di dati errati e non aggiornati e spesso anche gli indirizzi di posta stessi non sono più attivi. Ciò comporta che se stai inviando messaggi a questi indirizzi email, potresti essere segnalato come spammer e finire in una black list.

Qualsiasi inesattezza nei dati farà sì che il destinatario metta in dubbio la tua credibilità.

Non sprecare tempo e denaro inseguendo contatti di scarsa qualità, o peggio ancora, contatti inesistenti. Investi invece in attività di marketing che stabiliscano la tua azienda come leader del suo settore, investi nel costruire la fiducia dei visitatori del tuo sito web, e di conseguenza converti i visitatori in sottoscrittori della tua newsletter.

3. Potresti finire per personalizzare erroneamente le tue email.

Con la maggior parte di servizi di invio di posta elettronica hai la possibilità di usare campi personalizzati, come nome, cognome, titolo, azienda, nelle campagne di invio di email. Se hai un rapporto consolidato con il destinatario del messaggio è appropriato usare un certo livello di personalizzazione, ma va da se che questa pratica potrebbe essere alquanto rischiosa quando si lavora con una lista di indirizzi email acquistata.

Quando acquisti un elenco di email, non ti sei guadagnato il diritto di conoscere le informazioni di contatto di queste persone, o stabilire alcun tipo di relazione o senso di fiducia.

Il marketing su misura può essere incredibilmente produttivo, sii solo accorto a non farlo prematuramente…

Ricevere una comunicazione non richiesta è come cominciare una conversazione con uno sconosciuto su un bus. Come ti sentiresti se questo sconosciuto conoscesse il tuo nome, il tuo lavoro e la tua email? Non saresti diffidente, se non spaventato da quella persona…?

4. Probabilmente stai violando i termini del servizio dell’ESP.

Ogni Email Service Provider (ESP) che si rispetti evidenzia di solito chiaramente due elementi nelle sue condizioni di servizio:

  1. Non invierai spam!
  2. Non userai liste di email acquistate, affittate o ottenute da terze parti!

Perché un ESP dovrebbe preoccuparsi dell’etica delle tue campagne email?
Quando fai un invio di massa attraverso un ESP, il messaggio è instradato attraverso un comune indirizzo IP associato al provider. Se troppi clienti di quel provider inviano email di bassa qualità, la cosa può ripercuotersi sul provider stesso e su tutti i clienti di quell’ESP.

Dunque se il tuo ESP usa un IP condiviso, come spesso accade, basta una solo mela marcia a rovinare tutto il raccolto…

5. L’invio di email a liste acquistate può ridurre la tua generale capacità di comunicare via email.

Come anticipato, la capacità di raggiungere il destinatario può essere pesantemente inficiata dall’utilizzo di elenchi email di terze parti.Considerato che per molte aziende l’email è il canale primario (se non l’unico) di comunicazione con la clientela, cosa accadrebbe se tutte le tue email non raggiungessero più i destinatari? Richieste, fatture, news… tutto al vento…

Una email può finire in tre modi: consegnata con successo nella casella del destinatario, indirizzata nella cartella di spam o intercettata da un gateway di un ESP che ne impedisce la consegna. In questo ultimo caso non riceverai alcuna notifica o messaggio di errore.

La “consegnabilità” (i miei colleghi anglofoni parlano di deliverability) può diventare un problema serio. Tutto si riduce a ciò che viene detta “sending reputation”, è cioè la reputazione del mittente: L’ESP monitora la tua attività di invio basandosi su un certo numero di segnali, tra cui:

L’invio di email pertinenti e formattate correttamente;

I pattern nel volume di invii che fai;

Il numero di volte che le tue email sono contrassegnate come spam;

La frequenza di rimbalzo dei tuoi messaggi di posta.

Se acquisti una lista di email e cominci a inviare un volume  di email inusuale per la tua media, ci sono buone possibilità che la tua attività faccia suonare dei campanelli. Se ciò non dovesse bastare, l’alta frequenza di rimbalzo potrebbe fare il resto. Se il tuo ISP segnala il tuo account potresti avere serie ripercussioni sull’utilizzo della tua posta elettronica e di fatto, in alcuni casi, bloccare completamente la tua capacità di comunicare via email.

6. È così facile che chiunque può farlo.

Anche se probabilmente già lo sai, voglio svelarti un segreto: tu non sei il primo ad acquistare una lista di email…

È molto probabile che i tuoi concorrenti abbiano bombardato quegli stessi indirizzi centinaia di volte. Ed è per questo che molto probabilmente quegli stessi contatti non leggeranno nemmeno i tuoi messaggi…
Validi rapporti commerciali si fondano sulla fiducia, non sullo spam…

Se tu avessi una bella lista di email a cui i contatti si sono iscritti autonomamente, la condivideresti con i tuoi competitors…?

 7. L’uso di liste di email può essere un killer per il morale dell’addetto alle vendite o al marketing.

Potrebbe anche darsi che la persona che ha deciso che l’acquisto di un elenco di email sia una buona idea non coincida con la persona che si occupa della campagna di email. Per chi si occupa dell’esecuzione della campagna, utilizzare una lista di email può essere davvero devastante per il suo morale.

Se si è abbastanza fortunati da ricevere delle risposte, suoneranno più o meno così:

  • “Smettetela di inviarmi email”
  • “Come avete avuto i miei recapiti?”
  • “Mi avete inviato 10 email questa settimana!”
  • “Non sono interessato”

8. Le liste di email possono influenzare negativamente il tuo CRM

L’acquisto di un elenco di email  può avere serie ripercussioni anche sul tuo sistema di CRM. Quando realizzi che gran parte dei contatti che hai acquistato non sono legittimi può diventare molto difficile separarli dai contatti genuini.
Estrarre dei dati affidabili da campagne che utilizzano contatti di varie risorse  può rendere l’analisi difficoltosa e spesso inutile.

Spesso poi l’utilizzo di liste di email può avere un effetto anche sul costo di gestione delle campagne: molti software basano il loro prezzo sul volume dei contatti e se il tuo piano prevede fino a 2.500 contatti, una mailing list con 10.000 record può sicuramente comportare un aggravio dei costi per gestire questi dati aggiuntivi.

Qual’è dunque la soluzione?

Invece di bombardare migliaia di ignare caselle di posta, l’inbound marketing si focalizza nell’attrarre persone che cercano informazioni sui tuoi prodotti o sui tuoi servizi. La produzione di contenuti strutturati per i tuoi potenziali clienti farà in modo che gli utenti sottoscrivano naturalmente la tua newsletter. Questa autorizzazione alla comunicazione fonda le basi di un potenziale rapporto commerciale.

Guadagnare l’interesse e la fiducia dei tuoi contatti è la premesse essenziale  per la strutturazione di solidi e duraturi rapporti commerciali.

5 consigli per l’email marketing

Cinque rapidi consigli per fare un buon email marketing

L’email marketing diventa sempre più popolare e sempre più utilizzato come  valido supporto di una buona campagna di web marketing.

Ne avrai sentito parlare, e magari ti ci sei pure cimentato… Per ottenere dei buoni risultati ecco cinque efficaci consigli per fare email marketing in maniera proficua.

[cmtoc_table_of_contents]

1. Il target dell’email

In un mercato sempre più frenetico è necessario fare molta attenzione a chi approcci e in che modo. Se perdi l’attenzione di un potenziale cliente è verosimile che tu te lo sia giocato per sempre. Scegli dunque con attenzione il target di riferimento per il tuo email marketing e raggiungilo con messaggi che possono essere di un qualche interesse per esso. Selezionare il taget giusto per l’invio delle tue email ti eviterà di sprecare tempo e risorse per persone che non diventeranno mai tuoi clienti.

2. Il design dell’email

Ecco il punto: le email lente e brutte vengono cancellate o non usciranno mai dalla cartella dello spam… Le email devono avere un lay-out fluido e creativo e che sopratutto agevoli la lettura. Usa immagini attraenti, colori gradevoli e rendi facile lo scorrimento del testo della email. E cosa più importante, invia sempre email responsive, che si adattano ai dispositivi mobili!

3. Il messaggio dell’email

Ormai abbiamo tutti familiarità con le email di spam. Non inviare una di quelle email! Il messaggio inviato dovrebbe essere rilevante per il destinatario, per la sua attività, per le sue preferenze…

Un altro elemento importantissimo dell’email è la prima cosa che il destinatario vede: l’oggetto. In quella breve sentenza ci giochiamo tutto, molto probabilmente il destinatario deciderà se leggere o meno la tua email già dall’oggetto. Dunque è importante avere un oggetto dell’email che sia creativo e accattivante.

4. L’orario d’invio dell’email

La scelta dell’orario giusto per l’invio dell’email è altrettanto importante quanto la scelta di destinatari e contenuti. Non inviare l’email durante la notte, attendi che i tuoi destinatari siano svegli e magari che siano al lavoro. Saranno più inclini a prestare attenzione a quello che scrivi. Le conversioni aumentano per eventi o giornate particolari, come durante le feste. Prova a usare questi periodi a tuo vantaggio.

 5. L’incentivo dell’email

Un modo certo per perdere potenziali clienti è di non fornire loro un incentivo nella email inviata. Cerca di dare ai tuoi destinatari un motivo per rispondere al tuo messaggio ed eventualmente convertirli in tuoi clienti.

Prova ad applicare questi consigli alla tua campagna di email marketing per sperimentare un miglioramento nelle conversioni e nei successivi profitti.