Come impostare una pagina aziendale su LinkedIn

Una pagina aziendale (company page) aiuta i membri di LinkedIn a conoscere la tua attività, il tuo brand, i prodotti e servizi che offri e le opportunità di lavoro che eventualmente puoi offrire. Ogni membro di LinkedIn, come accade per gli altri social media, può seguire una pagina aziendale.

Se vuoi impostare una pagina aziendale su LinkedIn per la tua attività, in primo luogo devi verificare di avere i requisiti giusti.

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Chi può aggiungere una pagina aziendale su LinkedIn?

È possibile aggiungere una nuova pagina aziendale su LinkedIn solo se si soddisfano tutti i seguenti requisiti:

  1. È necessario possedere un profilo personale impostato con il tuo vero nome e cognome.
  2. La tua efficacia del profilo deve essere elencato come intermedia o massima.
  3. È necessario disporre di più connessioni sul tuo profilo.
  4. Sei un dipendente della società attuale e la posizione è elencato nella sezione “Esperienza” del tuo profilo.
  5. Si dispone di un indirizzo di posta elettronica aziendale (per es. [email protected]) aggiunto e confermato sul tuo account LinkedIn.
  6. Il dominio di posta elettronica della tua azienda è unico per l’azienda.

Nota: Un dominio non può essere utilizzato più di una volta per creare una pagina aziendale. Poiché i domini come gmail.com, yahoo.com o servizi email generici non sono unici per un’azienda, tali domini non possono essere utilizzati per creare una pagina aziendale. Si potrebbe considerare la creazione di un gruppo se la tua azienda non dispone di un dominio di posta elettronica univoco.

Aggiungere una pagina aziendale

  1. Posiziona il cursore su Interessi nella parte superiore della tua home page e seleziona Aziende.
  2. Clicca sul link Aggiungi un’azienda in alto a destra.
  3. Inserisci il nome ufficiale della tua azienda e il tuo indirizzo email di lavoro.
  4. Clicca su Continua e inserisci le informazioni sulla tua azienda.
    • Se l’indirizzo email lavorativo che fornisci è un indirizzo email non confermato sul tuo account LinkedIn, sarà inviato un messaggio a quell’indirizzo. Segui le istruzioni nel messaggio per confermare il tuo indirizzo email, quindi esegui la procedura indicata sopra per aggiungere la pagina aziendale.
    • Un messaggio di errore in rosso potrebbe apparire se riscontri problemi aggiungendo una pagina aziendale, segui i messaggi per correggere.
    • Non è disponibile un’anteprima della tua pagina aziendale completata. Per vedere la pagina devi pubblicarla.

 

Costruire il personal brand sui social media

Tutto ciò che diciamo e facciamo sui canali social in definitiva dice agli altri tutto ciò che siamo. Considera l’attività sui social media la versione 2.0 della comunicazione non verbale. Tutto i tuoi like, le condivisioni, i commenti, i pin o i retweet esprimono qualcosa di te.

La cosa può essere sia una benedizione che una maledizione, soprattutto quando si vuole affermare se stessi come leader di pensiero o come risorsa credibile in un settore particolare. Devi essere consapevole che ogni azione pubblica on-line contribuisce a costruire il tuo personal brand. Così, come puoi avere la certezza che stai costruendo un buon personal brand sui social media?

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Facebook

Quasi tutti sono su Facebook, così come si può usare Facebook per cominciare a stabilire se stessi come un’autorità in un settore particolare ?

Pubblicare contenuti utili in un tono colloquiale. Se davvero si vuole cominciare a essere considerati competenti in una determinata area , è necessario dimostrare che sai il fatto tuo! Preferibilmente sfrutta i tuoi blog preferiti e discutine apertamente. Educare altre persone è un ottimo modo per iniziare a gettare le basi della propria autorevolezza .

Tieni presente che non tutti i tuoi amici di Facebook saranno interessati alle tue cose di lavoro, quindi cerca di non inondarli con informazioni di cui non gli importa nulla. Se ti vuoi focalizzare sul tuo brand e sulla tua  attività, considera seriamente la creazione di una brand page per evitare di tediare i tuoi amici.

Considera anche di trovare o aprire un gruppo su Facebook dove le persone che la pensano allo stesso modo possono incontrarsi e scambiarsi informazioni.

Un mix di questi approcci ti permetterà di costruire la tua credibilità e al contempo non infastidire i tuoi amici.

Twitter

Twitter è diventato il canale d’elezione per fare personal branding, e qui in Italia abbiamo molti esempi lampanti nel mondo dello spettacolo e del giornalismo. La dinamica veloce del canale sociale, lo rende ideale per la condivisione di blog, pensieri, curiosità divertenti e per interagire con gli altri utenti senza annoiare gli utenti.

È consigliabile creare un elenco di power user che ammiri e prestare attenzione a che tipo di contenuti condividono. Twitta su news di settore senza tralasciare di includere il tuo punto di vista. Non essere un “robo- tweeter”, aggiungi sempre del tuo nei 140 caratteri. Assicurati di utilizzare hashtag appropriate in modo che il tweet sarà rintracciabile per coloro che stanno facendo ricerche su Twitter.

Partecipa ai topic di tuo interesse per connetterti con persone che la pensano come te su un determinato argomento. Quanto più si partecipa, più si può guadagnare credibilità.

Fare personal branding su Twitter richiede un sacco di tempo e fatica , ma se lo fai nel modo giusto puoi davvero costruire una solida base di follower.

Google+

Google+ in questo momento e sotto-utilizzato rispetto alle sue potenzialità. Comparato agli altri social network potrà apparire come una città fantasma, ma se sai dove cercare trovi alcuni trai migliori opinion leader di internet.

Le communities di Google+ sono un ottimo canale per individuare delle nicchie dove inserirsi per cominciare una conversazione o partecipare a una già avviata.

In generale per Google+ funziona un po’ come con Twitter, per avere successo devi starci dentro. Bisogna postare almeno ogni giorno e includere hashtag rilevanti nei propri post.

Un altro fattore determinante è la Google Authorship, approfondiremo questo tema in un articolo specifico.

LinkedIn

LinkedIn dovrebbe costituire la base per le tue attività di personal branding. Qui dovresti pubblicare contenuti rilevanti per la tua attività, partecipare alle discussioni e dire la tua su contenuti condivisi da altri utenti.

Una grande funzionalità di LinkedIn sono gli endorsement: ogni utente ha la possibilità di avallare le specifiche capacità lavorative delle sue connessioni. Ottenere queste raccomandazioni può aiutare quelli che vedono il tuo profilo ad avere un’idea circa il tuo set di abilità.

Non trascurare LinkedIn e usarlo solo quando sei a caccia di lavoro. Forse non è attraente come gli altri social media, ma è il posto dovo la tua leadership intellettiva può cominciare a crescere.

In conclusione una considerazione di carattere generale: devi essere “like-abile”. A nessuno piacciono gli sbruffoni, le persone sgradevole o quelli che condividono di tutto indiscriminatamente… moderazione e buon senso!

Come i social media possono favorire la PMI

Usi i social media per promuovere i tuoi affari?

Le aziende di tutto il mondo stanno sperimentando i benefici nell’utilizzare i social media per incrementare i loro affari. Certo ci vuole tempo, pianificazione e impegno per riuscire davvero, ma essere socialmente attivi consente alle aziende di mirare a un pubblico specifico, interagire con i clienti consolidati e raggiungere nuovi clienti.

Molti imprenditori rimangono scettici e non vedono i benefici del web marketing e l’importanza di una forte presenza online. Essere attivi sui social media aiuta anche a rafforzare la SEO, purché l’azienda abbia un sito web.

Si spera che questa infografica possa aiutare a cambiare idea agli scettici e convincerli a provare il social media marketing nel 2014!

Come migliorare la tua strategia di mobile marketing

Ancora una volta sei stato risucchiato nell’ennesima accattivante pubblicità su Facebook – sei solo a un paio di clic dal possedere l’ultimo gadget tecnologico che tanto desideri.

Solo che durante questo particolare shopping sei in viaggio, stai navigando sul tuo smartphone e il sito non viene visualizzato correttamente. Di fronte al fastidio e al disagio di dover zoomare e fare clic su piccolissimi link, frustrato dalla difficoltà di compilazione di un modulo per pagare con carta di credito, chiudi la pagina e probabilmente la dimentichi per sempre.

Questo scenario è un vero incubo per le aziende che cercano di ottimizzare al meglio i loro siti web per tutte le dimensioni di schermi.

Oggi le persone hanno brevissimi tempi di attenzione. Vogliono le news in frammenti di 140 caratteri, vogliono fare shopping on-line con un solo click e vogliono illimitata accessibilità a tutte le informazioni dai loro smartphone e tablet.

È facile per le aziende perdere clienti con un sito web complicato, lento o inefficiente. Dopo tutto, se la tua azienda non dispone di una strategia mobile praticabile, è probabile che un tuo concorrente sia al passo coi tempi e il cliente a caccia dell’ultimo gadget tecnologico che tanto desidera andrà da lui…

In un mondo sempre più “mobile”, c’è più di una ragione per cui tenere d’occhio il traffico mobile sul tuo sito web. Di seguito diamo uno sguardo ad alcune delle più comuni ragioni per cui questo dato è così importante per la tua strategia e cosa puoi fare di conseguenza per per ottimizzare il marketing.

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“Responsive” è la parola chiave del 2013

I consumatori hanno una grande quantità di opzioni disponibili quando si tratta di scegliere i dispositivi mobili: optare per un leggero e compatto 4 pollici, o per la più alta risoluzione di un più ingombrante phablet (termine informale per dispositivi touch-screen con schermi compresi tra i 5 pollici e i 7 pollici)? tablet Windows Surface, Galaxy o iPad? Decisioni, decisioni… Con la grande varietà di opzioni sul mercato oggi l’ottimizzazione di un sito per la pletora di dimensioni di schermi e sistemi è sufficiente per fare  girare la testa a qualsiasi marketer o sviluppatore.

Il responsive design sta diventando la soluzione ideale per le aziende che vogliono ottimizzare il sito su tutta la linea mobile senza  avventurarsi in scoraggianti tentativi di sviluppare una vera e propria app per ogni dispositivo.

La necessità di un sito responsive (o, in italiano, reattivo) dipende dalla vostra specifica attività, dal sito web, così come dal budget. Può essere valsa la pena di passare al responsive se il sito è ricco di immagini, video, articoli o e-commerce.
L’analisi del traffico mobile può aiutare a prendere queste difficili decisioni: Da quali dispositivi gli utenti accedono al tuo sito? Quali sistemi operativi sono più comuni tra il traffico sul tuo sito? Ci sono più utenti che visitano il tuo sito su smartphone, o su tablet? Qual è il rapporto globale tra traffico mobile e traffico desktop?

Detto ciò, non sempre il responsive design rappresenta il punto di arrivo di una strategia mobile. Analisi approfondite e una buona comprensione dei comportamenti degli utenti sono altri importanti fattori da considerare.

I consumatori si comportano diversamente su smartphone e tablet, che hanno diverse funzionalità e capacità. Chi si occupa del marketing deve analizzare il comportamento e le esperienze in tutta la canalizzazione di acquisto per capire la scelta migliore per il web design o per la progettazione di un’applicazione.

In sintesi bisogna avere un approccio multi-angolare al responsive design. Forse non tutte le imprese hanno bisogno di investire in un sito che si visualizzi alla perfezione su ogni dispositivo disponibile sul mercato, ma con il 17,4% di tutto il traffico web che passa su mobile, è senz’altro un aspetto da tenere in seria considerazione.

Nuovi modelli comportamentali

Quando e come gli utenti visualizzano i contenuti su cellulare comporta diverse decisioni, dalla lunghezza dei tuoi video a dove sono posizionati determinati contenuti. Monitorare i modelli comportamentali e il flusso di pagina tra gli utenti mobili può indirizzare le tue decisioni per molte di queste ottimizzazioni.

Osservare le metriche riguardanti determinati comportamenti – come il tempo trascorso a navigare il sito o guardare video – fornisce anche informazioni preziose su come adattare i contenuti per utenti di smartphone e tablet. Forse i video possono essere preminenti per una visualizzazione su tablet, mentre indicazioni stradali e informazioni di localizzazione possono essere prominenti su smartphone.

Ottimizzare la pubblicità per mobile

Saper come si comportano i tuoi utenti su mobile dovrebbe inoltre influenzare pesantemente la strategia di advertising: dove promuovere il proprio brand e e quale messaggio inviare?

Potrebbe rivelarsi proficuo cercare di accaparrarsi potenziali clienti, piuttosto che spingere direttamente verso la vendita. A tal fine sarà utile rimuovere contenuti irrilevanti per agevolare l’esperienza di navigazione dell’utente in base al dispositivo che utilizza.

Come per la strategia di adv, l’analisi del traffico mobile può rivelarsi estremamente utile anche al momento di elaborare campagne di email marketing.

Secondo Experian, quasi il 50% delle email sono aperte su mobile. MailChimp ci fornisce un altro dato su cui riflettere:  il 69% degli utenti  cancella i messaggi di posta elettronica senza nemmeno leggerli se non sono ottimizzati per il mobile.

La morale? Assicurati che le tue  newsletter siano ottimizzate!

Interpretare correttamente i dati

Quando si tratta di metriche e metriche mobile in particolare, è importante notare che l’intero processo di analisi è più simile a un puzzle che a una progressione lineare.

Aziende ed esperti di marketing devono prendere i dati dal traffico mobile e visualizzarlo nel più ampio paradigma della loro strategia di analisi globale. Per esempio, se il tuo sito ha una frequenza di rimbalzo elevata, ma solo per gli utenti mobile, la cosa non è da considerare necessariamente negativa. Potrebbe darsi che quegli utenti accedono al sito semplicemente a scopo di confronto in un negozio reale per poi magari acquistare sul sito da casa. Il contesto è fondamentale.

7 miti del content marketing sfatati

Il content marketing consente alle aziende di connettersi con i clienti reali e potenziali per fornire valore attraverso contenuti originali e di qualità.

Con il crescente interesse degli ultimi anni nel content marketing, i cosiddetti esperti hanno emesso pareri contrastanti su cosa funziona e cosa no.

Ecco sette dei più comuni miti nell’ambito del content marketing e la verità dietro di essi.

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1. Non si può avere qualità e quantità

Si discute sempre se sia più importante la qualità o la quantità  quando si tratta dei contenuti che la tua azienda sta creando. Invece di accontentarsi di una o dell’altra, considera di dedicare più risorse per la creazione di contenuto significativo modulabile in base alle esigenze del settore.

2. I social media sono l’unico indicatore di successo

I social media come canale di marketing sono estremamente utili per estendere la portata dei contenuti e ottenere un prezioso feedback per individuare i contenuti che funzionano per il pubblico.

Tuttavia, i social media non sono l’unico indicatore di successo: un aumento di utenti che visitano per la prima volta il tuo sito e un miglior posizionamento nei motori di ricerca sono altri due forti indicatori al di là di un aumento di like e follower.

3. Creare contenuti relativi a qualsiasi evento corrente

È vero che la creazione di contenuti relativi all’attualità è in grado di produrre risultati, ma non ogni tendenza o evento è legato alla tua attività. Trovare il giusto contesto è uno dei fattori più importanti nel determinare il successo dei contenuti presso il pubblico.

Determina se un evento ampiamente pubblicizzato, come gli Oscar, per esempio, è legato agli interessi della tua azienda prima di sviluppare contenuti o commenti sul tema. Solo allora sarà appropriato per la tua azienda a partecipare alla conversazione in corso.

4. I contenuti lunghi sono morti

I contenuti in forma allungata sono vivi e vegeti, ma spesso sono erratamente considerati irrilevanti a causa della crescita di micro contenuti.

I contenuti lunghi possono avere una risonanza altrettanto efficace, se non di più, dei contenuti in forma abbreviata, quando sono immessi nel giusto contesto – per esempio, su un blog aziendali, in documenti tecnici, eBook o articoli. L’aspetto più importante della fruizione dei contenuti lunghi è che sia distribuito o ospitato su canali dove il pubblico si aspetta di trovarli.

5. Creare contenuti su blog è essenziale

I blog sono una componente importante per la tua strategia di content marketing in quanto sono un canale canonico per la comunicazione con il pubblico. Tuttavia, incorporare altri tipi di contenuti nella tua strategia può essere altrettanto importante.

Visuals, infografiche, schede tecniche, eBook, contenuti generati dagli utenti, video, presentazioni, cartoni animati, dati e podcast originali sono tipi di contenuti alternativi per i post sui blog tradizionali che l’azienda può utilizzare per raggiungere il pubblico giusto.

6. Tutto il contenuto deve essere serio e rilevante

Non tutti i tuoi contenuti deve avere un tono serio, perché a seconda del tuo business e del mercato, il pubblico potrebbe non voler vedere un solo tipo o un solo tono di materiali. Includere contenuto umoristico o stravagante aggiunge profondità e varietà alla tua comunicazione.

Inoltre non è il caso che ogni pezzo di contenuto deve essere altamente rilevante. Tutto il materiale che la tua azienda sviluppa dovrebbe semplicemente essere una parte di un messaggio più grande che racconta la tua storia e discute gli argomenti che sono importanti per la tua attività.

7.  Il solo scopo del content marketing non è la generazione di lead e le vendite

Il content marketing può eventualmente far aumentare le vendite e i lead per la tua attività, ma soprattutto dovrebbe essere focalizzato nel costruire familiarità, condivisibilità e fiducia con i clienti esistenti, con i potenziali clienti e con le persone che interagiscono con i tuoi clienti.

Focalizzare esclusivamente la produzione di contenuti su profitti e lead non aiuterà a produrre una comunicazione più efficace per il tuo pubblico. Mantieni la tua attenzione su quali informazioni sono preziose per il tuo cliente, fornendo la giusta quantità di contenuti di qualità nel giusto contesto.

10 consigli per creare il post perfetto su Facebook

Se la pagina di Facebook del tuo business sta avendo un calo delle attività, potrebbe essere giunto il momento di rivedere il tuo piano di azione, e questo riguarda essenzialmente come vengono scritti i post.

Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per aiutarti a migliorare.

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1. Essere accattivanti

Se si desidera catturare l’interesse degli utenti, fai in modo che non possano fare a meno di leggere. Per esempio, invece di dire “Guarda come abbiamo decorato per Natale”, potresti semplicemente scrivere “Abbiamo addobbato le sale!” e finire lì il discorso. I tuoi utenti saranno portati in maniera naturale a cliccare per scoprire di più e vedere magari delle belle foto.

2. Enfatizzare gli aspetti positivi

Postate materiale che farà sorridere, che sia un video divertente, una barzelletta o una citazione. Tutti vogliono sentirsi bene, soprattutto di questi tempi, quindi pubblicare materiale che metta gli utenti in uno stato d’animo positivo può rivelarsi una strategia vincente.

3. Essere intriganti

Quando si sta cercando di promuovere un articolo o un post sul blog, la condivisione di qualche riga di anteprima da tale post nel tuo aggiornamento di stato può invogliare i lettori a cliccare in modo che possano leggere di più.

4. Offrire consigli

Cominciare un post con “Consiglio” o “Suggerimento” è un ottimo modo per accaparrarsi l’attenzione degli utenti. La cosa è efficace se stai postando consigli, informazioni interessanti, checklist o aggiornamenti.

5. Sottoscrivere altri post

Quando commenti lo stato o un contenuto di un altra persona, in particolare con aggettivi come “eccellente” o “notevole”, gli utenti rispondono meglio al post di quanto sarebbe stato altrimenti.

6. Le domande non sono una necessità

Attendi di avere una consolidata base di fan prima di chiedere la loro opinione. Quando avrai una buona base, i feedback verrano spontaneamente.

7. Spingere le persone ad agire

Hai una immagine eccezionale che vale la pena di condividere? Non esitare a chiedere ai tuoi utenti di condividerla, magari anche su Pinterest.

8. Sfruttare la potenza del P.S.

Un “P.S.” non manca mai di catturare l’attenzione del lettore, usarlo di tanto in tanto alla fine dei tuoi messaggi non è una cattiva idea.

9. Mantenere i link brevi

Non copincollare una URL lunga per pubblicare i tuoi aggiornamenti. È molto meglio usare uno shortener come goo.gl per esempio.

10. Utilizzare elementi visuali

Mettere del testo su una immagine è un ottimo modo per attirare e coinvolgere il pubblico.

Dall’Outbound marketing all’Inbound marketing

Pur avendo scritto questo articolo per la prima volta nel febbraio del 2009 nel mio vecchio blog, ho deciso di riproporlo perché ancora oggi conserva tutta la sua validità.

Una nuova era del web marketing

In questa nuova era di recessione le aziende sono ancora (e di più) in cerca di efficienza.
Come già avvenne nel 2001, la pressione finanziaria sta ora spingendo le aziende verso nuovi cambiamenti. E proprio come allora, questi cambiamenti stanno delineando le fondamenta per un nuovo e più efficiente scenario di crescita di Internet.

Gli investimenti vengono spostati da costose campagne a pagamento e canalizzati verso l’ottimizzazione, i contenuti e i social media affinché le aziende siano ben posizionate nei risultati di ricerca organici.

L’inbound marketing è focalizzato proprio nel rendere l’azienda reperibile per i clienti.

Nel marketing tradizionale (outbound marketing) il focus delle aziende è trovare clienti. Ciò avviene attraverso tecniche che sono ben poco “targettizzate” e decisamente invadenti: cold calling, pubblicità a stampa, pubblicità televisiva, posta indesiderata e fiere. La tecnologia ha reso oggi queste costose tecniche decisamente meno efficaci.

L’obietivo dell’inbound marketing è fare in modo che sia l’utente a cercare l’azienda!
Invece di infastidire le persone con annunci televisivi, si possono creare video che potenziali clienti vogliono vedere. Invece di acquistare spazi pubblicitari nelle pubblicazioni cartacee, si può creare un blog che i potenziali clienti sottoscrivono e seguono. Invece di fastidiose chiamate telefoniche a qualsiasi ora, si possono creare strumenti e contenuti che suscitino l’interesse dei clienti che chiameranno per ricevere maggiori informazioni.

Una semplice metafora può essere questa: invece di essere un martello che batte e ribatte sulla testa degli utenti, la comunicazione deve essere come un magnete che attira i clienti verso l’azienda.

I fattori di successo per le campagne di inbound marketing si possono ricondurre a tre principali aspetti:

  • Contenuti

    I contenuti sono la materia prima di una campagna di inbound marketing. Sono le informazioni lo strumento che attrae i potenziali clienti verso il sito e verso il business.

  • SEO

    L’ottimizzazione per i motori di ricerca rende più agevole per i potenziali clienti il reperimento delle informazioni. Il sito deve essere progettato e costruito al fine di massimizzare il posizionamento nei motori di ricerca: è il punto di partenza del processo di commercializzazione.

  • Social media

    I social media amplificano l’impatto delle informazioni. Quando i contenuti sono distribuiti e discussi attraverso reti di relazioni personali, acquistano credibilità e spessore e diventa davvero probabile attrarre utenza qualificata verso il proprio sito.

Validità dell’inbound marketing in un’era di recessione.

Con il rallentare dell’economia l’inbound marketing rappresenta un modo più efficiente di assegnare risorse rispetto al marketing tradizionale.

L’inbound marketing migliora l’efficienza del marketing tradizionale in tre modi:

  • Costa meno

    Marketing tradizionale significa: comprare spazi pubblicitari, acquisire liste di e-mail, commissionare materiale cartaceo, affittare enormi padiglioni nelle fiere… Fare inbound marketing significa creare contenuti e discuterne: un blog costa davvero poco, un account su Twitter è gratuito, e insieme possono convogliare verso il sito migliaia di potenziali clienti.

  • Migliore targetizzazione

    Tecniche come campagne di e-mail sono notoriamente poco targettizzate: si raggiungono individui presenti in un database; con l’inbound marketing si raggiunge una utenza autoqualificatasi, una utenza che dimostra interesse verso i contenuti trasmessi e che quindi è interessata ai prodotti dell’azienda.

  • È un investimento, non una spesa

    Allorché si spendono soldi in una campagna di “pay per click” sui motori di ricerca, il loro valore è andato appena si paga. Per mantenere un buon posizionamento bisogna continuare a pagare. Di contro, investire risorse nella qualità dei contenuti, favorisce enormemente e stabilmente il posizionamento nei risultati di ricerca.